Se talor quercia, che nell'alpi pose

Carlo Innocenzo Frugoni (1692–1768)

Se talor quercia, che nell’alpi poseL’alte radici, e stagion lunga tenneFronte a i fier venti e alle tempeste acquose,Che van battendo le sonanti penne;Scossa e divelta con le forti annoseBraccia, e col folto crine a cader venne:Escono allor dalle spelonche ascoseI Villan duri armati di bipenne.E i rami e ’l tronco smisurato aprico

Fendon, doppiando i colpi, a’ quai la valleRiposta, e ’l curvo lido alto risponde;E di lei carchi le curvate spalleCalan dal giogo, che nel Ciel s’asconde,Di lei ridendo e del suo orgoglio antico.