XXVII - Quantunque volte, lasso!, mi rimembra

Dante Alighieri (1265–1321)

Rime

Quantunque volte, lasso!, mi rimembrach’io non debbo già maiveder la donna ond’io vo sì dolente,tanto dolore intorno ’l cor m’assembrala dolorosa mente,ch’io dico: "Anima mia, ché non ten vai?ché li tormenti che tu porterainel secol, che t’è già tanto noioso,mi fan pensoso di paura forte".Ond’io chiamo la Morte,come soave e dolce mio riposo;e dico: "Vieni a me " con tanto amore,che sono astioso di chiunque more.

E’ si raccoglie ne li miei sospiriun sono di pietate,che va chiamando Morte tuttavia:a lei si volser tutti i miei disiri,quando la donna miafu giunta da la sua crudelitate;perché ’l piacere de la sua bieltate,partendo sé da la nostra veduta,divenne spirital bellezza grande,che per lo ciclo spandeluce d’amor, che li angeli saluta,e lo intelletto loro alto, sottileface maravigliar, sì v’è gentile.