A CHI LEGGE
Gli studî che abbiamo modestamente compiuti intorno la storia della città nostra, non isdegnano certo l’appendice del presente volumetto, il quale raccoglie i modi di dire proprî del dialetto vastese, e li illustra spiegandone il significato e narrando come scaturirono quasi tutti spontanei dalla vena arguta e sagace del popolo.
Studiare quindi questo popolo nelle sue facoltà inventive, nell’attitudine alla satira, nel piacere che prova volgendo in ridicolo anche le cose serie, nella beffa bonaria che non scende a trivialità, nella prontezza di afferrare le situazioni, intuendole ed esprimendole con un motto, con una frase, qualche volta scultorî, evidentissimi sempre, non è certo inutile passatempo; ma bensì un contributo non spregevole che si porta alla storia generale.
Ed è con tale convinzione che ci siamo accinti a pubblicare questo lavoro, nella fiducia che i nostri concittadini vi faranno buon viso.
Vasto, 1. Giugno 1897.