Proemio
Il Misogallo
Odio all’emula Roma acerbo eternoGiurava il forte Annibale su l’ara:Nè a vuoto usciva la minaccia amara,Che gli era anzi di Gloria eccelso perno.
Io, benchè nato nel più inerte vernoDell’Italia spezzata, e d’armi ignara,Odio a’ Galli giurai, nè fia men chiaraQuest’ira un dì, s’io l’avvenir pur scerno.Forse verrà, che in altri Itali pettiSdegno e valore ribollendo, e forza,Farà mio giuro aver sublimi effetti.Svelato intanto in sua bugiarda scorzaSia ’l putridume dei superbi insetti,Che virtù grida, e ogni virtude ammorza.