CCLXXIV. Già il feretro e la Lapida e la Vita
Rime varie
Già il ferétro, e la Lapida, e la VitaChe scritta resti, preparando io stommi;Nè inaspettata sopraggiunger puommiOmai Colei, ch’ogni indugiare irríta.
La schiavesca Tirannide inaudita,Che tutti schiaccia al par minimi e sommi,Di ciò ringrazio, che il poter lasciommiDi furarle almen una anima ardita.
Ma non inulta l’Ombra mia, nè muta,Starassi, no: fia dei Tiranni scempioLa sempre viva mia voce temuta.
Nè lunge molto al mio cessar, d’ogni empioVeggio la vil possanza al suol caduta,Me forse altrui di liber’uomo Esempio.