CLI. Tigro-pezzato Achille o tu che pegno

Vittorio Alfieri (1749–1803)

Rime varie

Tigro-pezzato Achille, o tu che pegnoMi sei novello dell’amore immenso,Di cui piace a mia donna farmi degno;Vien meco, e acqueta il mugolar tuo intenso.

Tu di signor non cangi; il presto ingegnoTuo ben tel dice e il quasi umano senso:E di venirne al mio dolor sostegno,Fido men desti già tacito assenso.

Ella sola è signora, e d’ambo noi:Non sarai servo a me, sarai compagno,Poi ch’ella t’ama, quant’io gli occhi suoi.

Fin ch’io privo di lei teco rimagno,Me consola co’ salti e vezzi tuoi,Nè ti stupir, se in abbracciarti io piagno.