CLXVII. Oh qual mi rode e mi consuma e strugge
Rime varie
Oh qual mi rode e mi consuma e struggeInutil rabbia, ch’esalar non posso!Da tanti dì già corro, e non son mosso;Mercè la gente, che parlando mugge.
Un trotto piè-di-piombo, che mi fuggeE vuota ogni midolla infino all’osso;Ecco quai vanni a me il Tedesco grossoOr presta; ond’io rimango, e il tempo fugge.
Ben l’alato pensier verso il mio beneSu le ratte d’amor fervide penneInnanzi vola, indi a spronarmi viene:
Ma invan: sue tarde elefantesche brenneIl guidator più tardo anco trattiene. —Amante mai per queste vie non venne.