CXXXIX. Quel dolor ch'io provai caldo ed immenso

Vittorio Alfieri (1749–1803)

Rime varie

Quel dolor ch’io provai caldo ed immenso;Quando da lei mal vivo mi divelsi,Fitte in cor le sue spade infino agli elsi,Mi tien tuttor; tal ne conservo il senso.

Pur dovria men d’alquanto essere intenso,Or che, per non morir, vederla io scelsi:Ma da radice il mio soffrir non svelsiCon questo breve passeggier compenso.

Quindi è che gioja, qual dovria, non torna,Bench’io a lei mi rappressi, entro al mio petto,Ove il temere ogni goder distorna.

Gran gioja, è ver, ma assai più affanno aspetto;E quel terribil dì già mi raggiorna,Ch’io sarò di lasciarla ancor costretto.