LXXVI. Pene d'amore
Rime varie
Quel tetro bronzo che sul cor mi suona,E a raddoppiar mie lagrime m’invita,Ogni mio senso istupidito introna,E mi ha la fantasia dal ver partita.Di lei, che lungi sol dagli occhi è gita,Parmi ch’io veggo la gentil personaEgra giacente all’orlo della vita,Che in questo pianto or solo mi abbandona.E in flebil voce: o mio fedel (mi dice)Di te mi duol; che de’ sospir tuoi tantiNulla ti resta, che vita infelice.Vita? no, mai. Dietro a’ tuoi passi santiIo mossi, ove al ben far m’eri radice;Ma al passo estremo, irne a me spetta avanti.