LXXXIX. Paragona la purezza del Reno con la purezza della sua donna

Vittorio Alfieri (1749–1803)

Rime varie

Qui, il chiaro fiume, che il Germano e il GalloSí lungo tratto irríga, afforza, e parte,Per lo gran lago senza fondo, ad arte,Passa intatto, qual raggio per cristallo.Ben è sua viva vena altro metallo,Che l’onde morte in questo stagno sparte;Da cui quant’ei piú sa rapido parte,Per emendar di sua tardanza il fallo.Tale per mezzo all’età nostra oscura,Che ad ogni nobil opra è morto stagno,Passa la donna mia soletta e pura.Sol degli occhi bramosi io l’accompagno;Che il sentier di virtú ratta e securaScorre ella sí, che addietro io resto, e piagno.