XCIV. Deboli speranze e dolore certo

Vittorio Alfieri (1749–1803)

Rime varie

Donna mia, che di’ tu? ch’io men dolenteRimaner debbo, or che lusinga certaPortiamo in cor, che alla stagion nascenteNulla pena per noi fia piú sofferta?Ma noi lasciamo un vero ben presente,Per un mal lungo e una speranza incerta:Che speme il nome di certezza smente;Anzi a temenza ell’è lieve coperta.

Breve tanto è la vita, e lunghi i guai,Che un altro verno ancor da te disgiunto,Io, per me, non lo credo passar mai.Son ripartito; (da te m’era ingiunto)Ma disperato, e misero piú assai;Che il vederti e lasciarti era un sol punto.