XXII. L'annoia lo sdottorare de' forestieri che càpitano in Italia
Rime varie
Galli, Russi, Britanni, e quanti menaSeco aquilon gelato ai nostri liti,Sia che al venir piú dolce aere v’inviti,E terra assai, piú che la vostra, amena;O sian l’arti divine, onde già pienaL’Italia, or par che a voi la via ne additi;Che val mostrarvi in chiacchierar sí arditi,E in eseguirle aver sí corta lena?Pascanvi pur di Bacco e di PomonaGli ampj doni; pascete ed occhio, e mente(Se mente ed occhio è in voi) di tele e marmi.
Ma il saputello cinguettío, che intronaL’orecchio a noi, volgete ad altra gente;O ch’io rivolgo in voi pungenti carmi.