Atto quinto
Rosmunda
SCENA PRIMA
Rosmunda, Almachilde, Soldati.
Rosm. Al campo vai?
Almac. Ma torneronne...Rosm. Ed iote quí dal campo vincitore aspetto:quí tua preda ti serbo.Almac. Or non è tempo,ch’io a te risponda. Ad Ildovaldo priamostrarmi voglio.Rosm. Va, corri, combatti:le sue catene io stessa infransi. — Or dianzicon lui venirne a singolar tenzonevolevi tu: ma, s’ei di ceppi carcheavea le man, come pugnava? — Scioltoei giá ti attende; a trionfarne corri.Almac. L’arti tue vili, e il ribellato campo,e il mio rival, tutto egualmente io sprezzo.Al fin pur dato una fíata mi haicagion palese, onde a buon dritto io possanemico esserti aperto: or da’ tuoi laccisciolto appieno m’hai tu.Rosm. Va, vinci, riedi;e poi minaccia.Almac. Io vincerò; mi affidail ciel: s’io caggio, a te punir chi resta?
SCENA SECONDA
Rosmunda.
Va, va: piú assai l’ira, e il valor mi affida
d’Ildovaldo guerriero. — Empio, a svenarti,duolmi che man troppo onorata io scelsi. —Ma che? compiuta è la vendetta forse?...Dubbie ognora son l’armi: ancor che ai prodicaro Ildovaldo sia, malvagj manca,che avversi a lui, per lor private mireterran dal re?... Molti ha dintorno in armil’iniquo; e forza, e ardire in lui si accrescedall’infame suo amore... Oh ciel! se maigli arridesse fortuna, ai rei pur semprepropizia?... Ah! non s’indugj... Or nuocer troppomi potria la fidanza. — Olá; si traggatosto Romilda a me. — Né sol d’un passofia ch’ella omai da me si scosti. Oh pegnoraro di pace! oh di discordia in verostrana cagion, costei! Regal mercedeal vincitor costei? — S’ella è mercederegal, quí venga; il darla, a me si aspetta.
SCENA TERZA
Rosmunda, Romilda.
Rosm. Inoltra, inoltra il piede, alta donzella;
vieni; al mio fianco ti starai secura,fin che per te nel campo si combatte.Vieni, t’accosta... Tremi?Romil. Oh ciel!... Che fia?D’orride grida la cittade intornorisuonar s’ode, e ver la reggia trarre...Ma, oimè! di qual novella ira ti veggo
tutta avvampante nel turbato aspetto?...
Nulla sperar di lieto omai mi lice...Sol, che sciolto Ildovaldo... Ah! pur ch’ei viva!...Deh! prego, trammi or di tal dubbio.Rosm. Trartidi dubbio, or mentre in feral dubbio io vivo?Cosí pur tutta viver tu potessimisera, afflitta, orribil la tua vita,come a me fai tragger quest’ore! All’armiper te si corre: impareggiabil merto!Novella Elena tu! rivi di sanguescorrer oggi farai: per te spergiurifansi i mariti; per te prodi i vili,e superbi i dimessi. — O tu, de’ fortidonna, quí vieni; a me dappresso or siediregina tu; vieni; or si pugna in campoper darti regno,... o morte.Romil. E che? derisaanco mi vuoi? di farmi oltraggi tantisazia non sei?Rosm. Che parli? Io quí derisa,io sola il son: del mio furor, del giustoodio, ch’io nutro incontro a te, dell’altarabbia gelosa mia, tu il dolce fruttopresso a coglierne stai: te appien feliceio stessa fo; te fra le braccia io pongodi lungamente sospirato amante. —Vedi or quanto sien lieve inutil sfogo,in tal tempesta del mio core, i detti.Me, me deridi, che tu n’hai ben donde. —Rotti ho giá i ceppi d’Ildovaldo: armatagiá gli ho del brando la invincibil destra:or compie ei giá le mie vendette; e a un tempo...le tue, pur troppo!Romil. Or, deh, quel braccio invittotrionfi almeno! Del primier tuo fallo
cosí la macchia cancellar soltanto
potevi omai. Di speme or sí che un raggioa me balena, or che Ildovaldo scioltosta in armi in campo. Ah! men turbata vitat’accordi il cielo...Rosm. A orribil vita io resto,qual sia l’evento. Del dolor mio godi;giá mi allegrai del tuo: godi, finch’ionon tel vieto... Ma forse... Al ciel quai votiporgo?... Nol so... So, che finor son tuttidi sangue i voti miei; né sangue io veggo,che ad appagarmi basti... Altri fia lieto,dov’io misera sono? — Or or vedrassi...Ma, chi s’appressa?Romil. Un lieve stuolo in armi...Ildovaldo gli è duce. Oh gioja...
SCENA QUARTA
Romilda, Ildovaldo, Rosmunda, Seguaci d’Ildovaldo.
Romil. Ah! vieni;
di’; vincesti? son tua?Rosm. Ciò ch’io t’imposi,compiuto hai tu? quel traditore hai spento?Ildov. Io? non è cosa ei dal mio brando. Invanopugna in campo Almachilde: altri miei fidihan di vincerlo incarco; e a ciò fien troppi.Non a guerriera spada, a infame scureè dovuto il suo capo. — A te, Romilda,io sol pensai; sacro a te prima ho il brando.Vieni; di queste abbominate sogliech’io pria ti tragga. Aprir sapremti stradamiei forti, ed io. Vien meco, or sei ben mia.Rosm. T’arresta: ancor ben tua non è: t’arresta:dartela debbo, io, di mia man. — Romilda,
ben mia tu sei, mentr’io ti afferro; e quinci
non muoverai tu passo. — E tu, codardo,quand’io ti sciolgo da’ tuoi lacci, e dartiio pur prometto quanto al mondo brami,tu, vil, servire al mio furor tu nieghi?Non che svenare il tuo rival, lo sfuggi?Quí per mercé non meritata vieni,lui vivo, tu?Romil. Deh! di sue mani or trammitosto, Ildovaldo.Ildov. Andiam. Cessa, o Rosmunda;lasciala; è vano: al suo partire inciampotu bastante non sei: lasciala. Assaiha nemici Almachilde; altri lordarsinon niegherá nel vil suo sangue, e tosto.Non ti smarrir, Rosmunda.Rosm. E che? tu pensischernirmi? tu?Romil. Lasciami...Ildov. Cessa, o ch’io...Rosm. Io lasciarti? no, mai. — Ma giá risorteodo le grida,... e piú feroci, e presso;...oh gioja! oh, fosse il tuo sperar deluso!Romil. Ahi lassa me!...Ildov. Chi viene in armi?Rosm. Oh gioja!ecco Almachilde; e vincitor lo scorgo:e puniratti, spero.
SCENA QUINTA
Almachilde, Ildovaldo, Rosmunda, Romilda,
Soldati, e seguaci d’Ildovaldo.
Ildov. In traccia vieni
di me tu forse? eccomi...Almac. A freno i brandi,
miei prodi, a freno: assai giá strage femmo.
Dal piú ferir si resti.Ildov. Ancor ti avanzada uccider me: ma pria...Rosm. Svenalo.Almac. M’odi,forte Ildovaldo, pria; Romilda, m’odi. —Voi, soldati, arretratevi; l’impongo.A un tempo quí, quant’io cercava, incontro. —Ildovaldo, tu il vedi, invan difesaor contra me faresti: a ognun de’ tuoioppor de’ miei poss’io ben cento. Hai salvaoggi tu a me la vita; oggi la vitaio dono a te: nulla piú omai ti deggio. —Del tuo destin, Romilda, arbitra vogliote stessa; e di noi donna, e di costei.S’io ingannarti pensassi, omai tu il vedi.Rosm. Donna di me costei? di me? Nel pettoio questo stil giá giá le immergo...Ildov. Ah! ferma...Almac. T’arresta, deh!...Rosm. Nullo appressarsi ardisca,o il ferro io vibro.Romil. E vibralo: morrommicosí almen d’Ildovaldo...Rosm. Or, qual di noiè donna quí?Almac. Tu il sei... Deh!... cessa...Ildov. Oh rabbiaRomilda... Oh cielo! e non ti posso io trarre?...Rosm. Re sol di nome tu, depon quel brando. —Almac. Eccomi inerme...Rosm. Or tuoi soldati tuttifuor della reggia manda.Almac. Ite, sgombrate,affrettatevi, tutti...
Rosm. E tu, che nieghi
con un delitto d’acquistar l’amata,freddo amator, tosto il tuo stuol disperdi.Ildov. Ecco, spariro...Rosm. Or ben cosí. — Ragausotosto or quí rieda, e le mie guardie in armi...Almac. Venga, deh! tosto...Rosm. Ecco Ragauso. — Io sono,io son quí dunque ancor regina?Almac. Il seitu sola. Deh!...Ildov. Di qual di noi vuoi priavendetta prendi... Ma Romilda... oh cielo!...Vuoi tu ch’io pera? ecco al mio petto il ferrorivolgo io giá...Rosm. Del sangue vostro omail’ira mia non s’appaga. Allor doveviferir tu, quando a te l’imposi: e notot’era qual sangue io ti chiedessi. In tempomi pento ancor, d’aver vendetta tantafidata in te, codardo; — e in te, spergiuro,d’aver creduto io mai. — Ma, intera tengofra mie man la vendetta: or sí, che interanomarla ardisco. — O tu, che in te ragunigli odj miei tutti, or chi sbramarli a un trattomeglio di te può tutti? Al furor miotu basti, quasi. Ahi stolta! e darti io stessavolli all’amante ríamato? a vitate riserbar, che dai morti a me mille?Ildov. Deh! per pietá!...Rosm. Trema.Romil. Ildovaldo!...Almac. Mortespiran suoi sguardi!... A me quel ferro...Rosm. A leipria il ferro, in lei. Muori.
Ildov. Ah!... Tu pur morrai.
Rosm. Guardie, entrambi si accerchino.Romil. Ildovaldo...moro... almen... tua...Ildov. Seguirti...Almac. Vendicarti...Ildov. Sopravviver non posso. O tu, che resti,...fanne vendetta...Almac. Io vendicarla giuro.Rosm. Ho il ferro ancor; trema: or principia appenala vendetta, che compiere in te giuro.