Clori, mio dolce Ben
Clori, mio dolce Ben,Cinta di spiche d’oroLa State ecco sen vien:Andiamo a ricercarL’ombra d’un faggio.Schiva, mia Bella, il Sol,Che rispettar non suolUn tenero candor.Col caldo raggio.
Sù l’alba un cappellinDi bionde paglie orditoAdatta all’aureo crin,Dove al mio cuore AmorFormò catene.Lieve tu dei vestirGonna, che a custodirSol basti tua beltàQuanto conviene.
Già l’aria è tutta ardorSul sitibondo steloLanguido cade il fior;E già presso il Leon
Cammina il giorno.Sotto l’adusto CielNon osa il venticelSoave dispiegarLe penne intorno.
Guarda là di sudorGrondante nel meriggioIl bruto MietitorI campi ricoprirDi tronca messe:Miralo con piacerStanco sedersi, e berSul solco, che compìLe sue promesse.
Ma sola odi cantarLa stridula cicala,E taciturno starAscoso ogni augellinTra fronda e fronda.L’ombra col suo PastorCerca la greggia ancor.Nè mormora il ruscelPovero d’onda.
Andiam l’ore a guidarTroppo di fuoco acceseDove non possa entrarDell’infiammato dìL’ingrata face!Se un faggio assai non è,Vogliamo all’antro il piè,Che pien di grato orrorRiposto giace.
Lieti là ci starem,E rinfrescata in geloA mensa vuoteremDi Chianti caro a teColma bottiglia:Io te la verserò,E porgerla godròA questa tua gentilBocca vermiglia.
Se poi sopravverràLa rugiadosa sera,E intorno desteràIl fiato lusinghierDell’aure estive;Potrem, mia vita, andarUn prato a passeggiar,O pur d’un fiumicelLe fresche rive.
Vedrai bianca apparirNel pure Ciel la Luna,E seco tutte uscirDi tremolo splendorCinte le stelle.Tutte si oscureran,Se al paragon verranCon queste, o mio tesor,Tue luci belle.