La caduta delle foglie
Traducido del francés por Giacomo Zanella
L’aura autunnal dell’ingiallito ammanto,Tolto alle querce, avea coperto il suolo;Nuda la selva traluceva: il cantoSopito era nel petto all’usignuolo.
Triste e già moribondo in sull’auroraDi sua giornata, infermo giovinettoLento moveva, una fïata ancora,Pel bosco a’ suoi fiorenti anni diletto.
“Addio, foresta! Io già mancar mi sento;Nel tuo destino il mio destin m’è chiaro;In ogni foglia che dispicca il vento,Del mio morir non dubbi segni imparo.
O dell’arte di Coo divino alunno!Tu sospirando mel dicevi; gialleVedrai farsi le foglie un altro autunno;Ma non vedrai più rinverdir la valle.
Già morte di sue nere ombre ti fascia;Più del pallido autunno, o giovinetto,Hai tu pallido il viso; e cruda ambasciaCon sordo dente ti consuma il petto.
Cadran questi tuoi vaghi anni feliciAppassiti cadran, pria che appassiteSien l’erbette ne’ prati e le pendiciVeggan di fronde povera la vite.
Io muoio, io muoio! Col suo freddo fiatoAura letal m’è corsa in ogni vena;Ecco il decembre io mi ritrovo allato,Quando alle spalle aveva il maggio appena.
Frale arboscello, in un mattin distrutto,Non avea che verzura e qualche fiore;Ecco cascano i fior; nè dolce fruttoFia che rallegri il ramoscel che muore.
Cadi, cadi frequente, amica foglia;Cela il tristo sentiero; al duol maternoCela la fossa, dove nuda spogliaDormirò col dì novo il sonno eterno.
Ma se sul vespro scompagnata e mestaA cercarmi verrà la fida amante,Tu pia col lieve tuo romor mi desta,E felice il mio spirito abbia un istante.”
Disse e sparì; più non farà ritorno.L’ultima foglia che spiccava il vento,Segnò del garzoncel l’ultimo giorno;E gli poser nel bosco il monumento.
Ma la fanciulla a piangere sull’urnaMai non uscì: sol con vagante passoDella valle il pastor la taciturnaNotte turbò del solitario sasso.