Terra di fate

Edgar Allan Poe (1809–1849)

Traducido del inglés por Ulisse Ortensi

Fosche valli, ombrosi rivi,boschi che paion nubisotto una pioggia di lacrimeche ne velano l’aspetto –ivi nascono e tramontanoenormi lune, sempre,a ogni ora della notte —mutando luogo e offuscandola luce delle stellecon lo splendore del loro pallido volto.

A mezzo la notte una lunapiú velata de l’altre(per le Fate la migliore)cala a l’orizzonte,giú giú fin che tocca la vettadel monte e il grande discolento si posa, come morbidaseta sulle ville, sui castellisopra fantastiche selve,sul mare, sugli spettri alianti,sulle cose assopite, tuttoaffogando in un lago di luce.

Allora profondo è il loro estaticosonno. Si levano a l’albaesse e il velo lunaresi risolleva al cielocon la tempesta che l’agita,come — quasi ogni cosa —o un pallido Albatro.Quella luna non sarà piúper esse una tenda —la credo cosa strana. — Orasi scioglie in una pioggia d’atomidi cui sono un modello le farfalledella terra, mai stanchedi salire in cielo e di scenderne,esseri mai contenti,con le lor ali tremule. —