Quante fïate, al mio dolce ricetto
Canzoniere
Quante fïate, al mio dolce ricettofuggendo altrui et, s’esser pò, me stesso,vo con gli occhi bagnando l’erba e ’l petto,rompendo co’ sospir’ l’aere da presso!
Quante fïate sol, pien di sospetto,per luoghi ombrosi et foschi mi son messo,cercando col penser l’alto dilettoche Morte à tolto, ond’io la chiamo spesso!
Or in forma di ninpha o d’altra divache del piú chiaro fondo di Sorga esca,et pongasi a sedere in su la riva;
or l’ò veduto su per l’erba frescacalcare i fior’ com’una donna viva,mostrando in vista che di me le ’ncresca.