Sonetto XLI
Dal Misogallo
Tronche due Regie teste rotolantiVeggio; nel limo d’Albïon la prima;L’altra, ove all’Anglo i Galli scimieggiantiFan piú d’un secol dopo atroce rima.Stragi ambe inique, cui tu indarno ammanti,Falsa Astrea, sol di furti, e sangue opima:Pur, dal pari delitto (assai distantiEffetti) il Gallo ha spregio, e l’Anglo ha stima.Donde ciò mai? N’è la ragion patente.Libera innanzi, e libera piú posciaEra, e tuttora ell’è, l’Anglica gente.
Gallia all’incontro, che in mertata angosciaSoggiacque a un solo Re, dianzi servente,Or sotto ai mille esanime si accoscia.