CXXXIV. Lontano ohimè già mesi e mesi e mesi
Rime varie
Lontano (ohimè!) già mesi, e mesi, e mesiDa lei, che mai d’un’ora io non lasciava;Da lei, ch’ogni mio affanno allevïava,E da chi il fior d’ogni bell’opra appresi:
Or, che ver ella ho pur miei passi intesi,Tal di lagrime è in me l’usanza prava,Che ancor di pianto il mio ciglio si aggrava,Nè mi par ver ch’io tal vïaggio impresi.
Dubbio fra me, pensoso, palpitante,Dico a me stesso: e fia possibil cosaCh’io la riveggia, e non le muoja innante?
Poi nella stanza del cor più nascosaNasce un tremito, e cresce ad ogni istante,Qual d’uom, che immenso ben sperar non osa.