XCII. Rapido fiume che d'alpestre vena
Rime varie
Rapido fiume, che d’alpestre venaCon maestà terribile discende,Da tergo io lascio; e il mio pensiero intendeLà dove l’aura è ancor sacra e serena.
Oh di qual dolce fremito ripienaL’anima in me di fiamma alta s’incende!Nulla omai, fra brev’ora, a me contende,Che al gran fonte di Sorga io prenda lena.
Deh quante volte, per quest’orme istesse,Il divin vate alla sua chiusa vallePien d’amorose cure il piè diresse!
Vieni (ei mi grida) il buon sentier non falleA chi davver tutte speranze ha messeDi gloria e amor pel disastroso calle.