XCV. Non pria col labro desioso avea

Vittorio Alfieri (1749–1803)

Rime varie

Non pria col labro desïoso aveaAttinto un sorso della limpid’onda,Che una gran luce dalla opposta sponda,Maravigliosa agli occhi miei, sorgea.

Donna era tal, ch’ogni fulgór vincea;E mi diceva, placida e gioconda:Nessuna mai per carmi a me secondaFu, da che il mio cantor mi ha fatto Dea:

Ma pur, tanta mi appar colei che accenniNelle tue calde sospirose rime,Ch’io stessa vo’ sue laudi omai perenni.

Pari al soggetto avrai dolce-sublimeLo stil, che in don dal vate mio ti ottenni,Con cui negli altri ei la sua fiamma imprime.