XXXI. E s'egli è ver che allo stellato giro
Rime varie
E s’egli è ver, che allo stellato giroLibera e sciolta il vol dispieghi arditaL’alma, e per morte in noi non sia finitaOgni gioja, ogni spene, ogni martíro;
Io, fatto spirto, a nullo bene aspiro,Che a quel ch’io m’ebbi innanzi alla partita;La sola vista di beltà infinita,A cui bontade ed onestà si uniro.
Là, se il gran Nume a dar ragion mi appellaDel mio terreno oprar, null’altro anelo,Che poter dirgli: Io vissi anima ancella
Di duo begli occhi, e vagheggiai, nol celo,Di quante festi mai l’opra più bella:Nè merto altr’ebbi, che l’amor ch’io svelo.