CXVI. Mestizia per la lontananza della sua donna e per la propria malattia

Vittorio Alfieri (1749–1803)

Rime varie

Non bastava, che lungo intero il vernoSepolto io stessi in solitudin trista,Privo di quella cara ed alma vista,Che sola in tregua pon mio pianto eterno?Mute selve, ov’io sfogo ebbi all’internoMio duol, cui speme pur iva frammista;Ecco, ognuna di voi vita racquista;E nuove fronde, e fior novelli io scerno.Non, lasso! in me, cui la speranza è toltaDi riveder tra queste amene piaggeDonna, in chi mia ventura e vita è accolta.Gioja non v’ha, che omai piú il cor m’irragge;Morte mi s’è d’intorno ad esso avvolta,E lenta lenta a sua magion mi tragge.